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san lorenzo martirio   Collegiata S. Maria Assunta - Amaseno
     9 agosto 2019

C
are sorelle e cari fratelli,

è sempre una gioia prendere parte a questa festa, nella quale rendiamo grazie al Signore per il dono del diacono e martire Lorenzo, il cui sangue ricorda a tutti una vita donata per la sua fedeltà al Vangelo di Gesù e il suo amore per i poveri. Non possiamo mai dimenticare questo, altrimenti anche la festa più bella perderebbe il suo senso vero e profondo.

   Già da qualche giorno il sangue si è sciolto. Contempliamo meravigliati e stupiti questo prodigio che si ripete da tanto tempo proprio in occasione della festa del nostro martire. Sì, bisogna imparare a stupirsi di nuovo davanti ai prodigi che Dio compie nella nostra vita, davanti alla gratuità del suo amore per noi, al suo perdono, alla sua misericordia. Stupirsi davanti alla vita, davanti al creato che stiamo inquinando e distruggendo per smania di potere, di denaro, di risorse, che sempre meno riescono a sfamare gli abitanti del nostro pianeta. Pensate che quest’anno già il 29 luglio abbiamo consumato le risorse che gli abitanti della Terra dovrebbero consumare in un anno, perché sia sostenibile la convenenza e tutti abbiano il minimo indispensabile per vivere. Diamo troppo per scontato essere cristiani, e quindi molte volte il nostro comportamento non si differenzia in nulla da chi non lo è, mentre la nostra consapevolezza di essere abitanti del mondo e non solo di un paese o di una citta, resta molto scarsa.

 santuario amaseno  Il nostro mondo infatti tende all’omologazione, vorrebbe che tutti pensassimo allo stesso modo, possibilmente per prima cosa pensassimo a noi stessi e al nostro benessere. Si vorrebbe che ognuno cercasse il proprio tornaconto. In fondo, perché interessarsi degli altri? Chi ce lo fa fare? Così, prendiamo a volte troppo alla leggera la nostra vita di fede, che diventa abitudine, ripetizione, ma abitudine e ripetizione senza stupore rischiano di mortificare la forza della fede e del Vangelo. Abitudine senza stupore e senza consapevolezza che siamo portatori di un tesoro di grande valore, l’amore di Dio e il Vangelo di Gesù, rischia di rendere il mondo peggiore, o almeno non contribuisce alla sua crescita umana e spirituale. Abbiamo bisogno di bontà, cari amici, di umanità. Dio all’inizio della Bibbia, nel libro della Genesi, quando diede origine al creato, vide che tutto era buono, era il bene. Si, bontà, bene, umanità. Forse bisognerebbe riscoprire questo modo di vivere tra noi perché la vita sia bella e noi siamo felici. Troppi sentimenti duri, troppe parole contro, troppi insulti e troppo rancore hanno preso possesso dei cuori e della bocca, nonché di quel ditino che fa continuamente clic sul telefono insultando o condividendo parole rabbiose. Non è l’umanità che Dio vorrebbe da noi! Almeno non è questa la vita cristiana, checché se ne dica!

    Oggi il nostro martire ci richiama alla serietà della vita cristiana, C’è poco da scherzare. O si è cristiani o non lo si è. Non ci sono vie di mezzo. San Lorenzo ha difeso il Vangelo fino alla fine, mostrando che il tesoro per cui vivere e al cui servizio si sentiva chiamato erano i poveri. Prendiamo sul serio il suo insegnamento, perché quel sangue che si scioglie non sia solo un prodigio di cui vantarsi e che attira gente. Se fosse solo così, di certo il nostro santo non sarebbe per niente contento. Seminiamo con larghezza il seme del Vangelo, seme di gioia e di bontà, e raccoglieremo largamente, come ci ha esortato l’apostolo Paolo, perché “Dio ama chi dona con gioia”.  Diamo con larghezza amore, speranza, bontà. Se vogliamo essere felici e rendere felice la vita degli altri, a cominciare da coloro che abbiamo vicino, accogliamo questa esortazione, altrimenti ci condanneremo all’infelicità e renderereliquiario amasenomo infelici anche gli altri. Dice il Salmo: “Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno: eterno sarà il ricordo del giusto”.

   Cari amici, ringraziamo il Signore per il dono di questo nostro martire e del suo prodigio e preghiamo, perché tutti ci poniamo dalla sua parte senza incertezze e dubbi. Questa è l’unica via per costruire un mondo umano, buono, pacifico, dove si possa continuare a vivere insieme come sorelle e fratelli.

Amen.

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