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Cari fratelli e sorelle,

rendiamo grazie al Signore al termine di questo anno per essere di nuovo qui insieme attorno alla mensa della sua Parola e del pane di vita eterna. Forse molti potrebbero avere motivo più per lamentarsi o recriminare che per ringraziare il Signore, ma che senso avrebbe davanti alla sofferenza dei malati, alla morte che ha colpito tanti, alla solitudine e all’abbandono degli anziani, al bisogno di chi si trova in gravi difficoltà economiche, alla mancanza di gesti abituali di vicinanza e di affetto? Siamo certi che il Signore non ci ha abbandonati, anzi oggi ci ripete le parole antiche consegnate da Dio a Mosè nella difficile traversata del deserto: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.  Sì, cari amici, il volto di Dio oggi si volge su di noi per proteggerci, aiutarci, darci speranza, grazia e pace. Egli ci accompagna, sa le nostre paure e incertezze, e proprio per questo si fa ancor più vicino. Lo fa oggi soprattutto attraverso le braccia piene di misericordia di Maria Santissima, Madre sua e madre nostra, che si allargano su tutti noi per alleviare il dolore di questo tempo, per consolarci e darci speranza.

Alziamo gli occhi verso il Signore, bambino di Betlemme! Accogliamo questa benedizione per la nostra vita, per i nostri cari, i nostri amici, i poveri e i soli, i malati e i sofferenti, i piccoli e gli anziani. Accogliamo con gioia la pace che oggi vuole consegnarci perché la diffondiamo da qui al mondo, in cui troppe sono ancora le guerre, in cui l’egoismo e l’arroganza seminano ovunque divisioni e inimicizie, che rendono la vita pesante e difficile. Il primo gennaio, come sapete, si celebra la giornata mondiale della pace, il cui messaggio di papa Francesco ha come titolo “la cultura della cura come percorso di pace”.

Cari fratelli, la cura è un modo di vivere, il modo cristiano per venire incontro al bisogno di attenzione, di guarigione e di amore degli altri. La cura del prossimo, a cominciare dagli ultimi e dai piccoli, rende il mondo migliore, perché sprigiona energie di bene, che hanno diversi nomi: vicinanza, incontro, attenzione, gentilezza, bontà, solidarietà, accoglienza, perdona, solo per dirne alcuni. Per questo la cura costruisce la pace, perché con umiltà fa chinare sul bisogno degli altri, chiunque essi siano, senza distinzione e senza esclusione, dagli amici ai nemici. In questo tempo abbiamo proprio bisogno di prenderci cura gli uni degli altri, andando oltre le divisioni, le inimicizie, i litigi, le incomprensioni, la paura. Che ognuno di noi, accogliendo la benedizione di Dio, possa essere pronto a curare le ferite di questo tempo, come fece il Buon Samaritano davanti a quell’uomo mezzo morto lungo la strada, chinandosi su di lui e coinvolgendo altri in un itinerario di guarigione.

Cari amici, andiamo anche noi come i pastori a Betlemme senza indugio. In quel bambino è possibile trovare l’inizio di un mondo nuovo, una nuova creazione, illuminata dalla luce di quella Parola che noi ascoltiamo e leggiamo, perché rischiari il buio e vinca la paura, che sembrano a volte offuscare i cuori. Noi crediamo sia possibile un mondo migliore di quello che lasciamo alle spalle. Ognuno scelga con responsabilità di contribuire alla sua nascita e alla sua costruzione con la preghiera, la fiducia nel Signore, la pace e l’amore che oggi riceviamo. Torniamo nelle nostre case “glorificando e lodando Dio per tutto quello che abbiamo visto e udito”, come fecero i pastori; e come Maria, Madre santissima e Regina della pace, custodiamo queste cose nel nostro cuore, senza perderle per strada o soffocarle nell’affanno della vita. Il mondo ha bisogno della luce di Betlemme e il Signore ci chiede di esserne portatori, perché l’anno che inizia sia di speranza, di guarigione, di pace, di salvezza per tutti. Affidiamo al Signore i malati, gli anziani, coloro che se ne prendono cura, i bambini e i giovani, le famiglie, tutti i bisognosi della nostra terra e del mondo intero. Nelle tue mani, Signore, nostra luce e nostra pace, poniamo la nostra vita.  Amen.


                                                                          + Ambrogio 



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Qui è disponibile la Fotogallery Te Deum 2020 e l'articolo pubblicato su
pdfAvvenire-Lazio-7_10-gennaio-2021.pdf.pdf

Si legga anche l'articolo dedicato al
 Santo Natale 2020