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Papa Francesco udienza in Aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “«Fra loro tutto era comune» (At 4,32). La comunione integrale nella comunità dei credenti” (Brano biblico: Dagli Atti degli Apostoli 4, 32. 34-35.).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La comunità cristiana nasce dall’effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo. C’è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l’esperienza della koinonia. Cosa vuol dire, questa parola strana? È una parola greca che vuol dire «mettere in comunione», «mettere in comune», essere come una comunità, non isolati. Questa è l’esperienza della prima comunità cristiana, cioè mettere in comune, «condividere», «comunicare, partecipare», non isolarsi. Nella Chiesa delle origini, questa koinonia, questa comunità rimanda anzitutto alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo. Per questo, quando facciamo la comunione noi diciamo “ci comunichiamo”, entriamo in comunione con Gesù e da questa comunione con Gesù arriviamo alla comunione con i fratelli e le sorelle. E questa comunione al Corpo e al Sangue di Cristo che si fa nella Santa Messa si traduce in unione fraterna, e quindi anche a quello che è più difficile per noi: mettere in comune i beni e al raccogliere il denaro per la colletta a favore della Chiesa madre di Gerusalemme (cfr Rm 12,13; 2Cor 8–9) e delle altre Chiese. Se voi volete sapere se siete buoni cristiani dovete pregare, cercare di accostarvi alla comunione, al sacramento della riconciliazione. Ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito, è quando la conversione arriva alle tasche, quanto tocca il proprio interesse: lì è dove si vede se uno è generoso con gli altri, se uno aiuta i più deboli, i più poveri: Quando la conversione arriva lì, stai sicuro che è una vera conversione. Se rimane soltanto nelle parole non è una buona conversione.

La vita eucaristica, le preghiere, la predicazione degli Apostoli e l’esperienza della comunione (cfr At 2,42) fanno dei credenti una moltitudine di persone che hanno – dice il Libro degli Atti degli Apostoli – hanno «un cuore solo e un’anima sola» e che non considerano loro proprietà quello che possiedono, ma tengono tutto in comune (cfr At 4,32). È un modello di vita così forte, che aiuta noi ad essere generosi e non tirchi. Per questo motivo, «nessuno […] tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano – dice il Libro - possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno» (At 4,34-35). Sempre la Chiesa ha avuto questo gesto dei cristiani che si spogliavano delle cose che avevano in più, delle cose che non erano necessarie per darle a coloro che avevano bisogno. E non solo dei soldi: anche del tempo. Quanti cristiani – voi, per esempio, qui in Italia – quanti cristiani fanno volontariato! Ma questo è bellissimo! È comunione, condividere il mio tempo con gli altri, per aiutare coloro che hanno bisogno. E così il volontariato, le opere di carità, le visite ai malati; bisogna sempre condividere con gli altri, e non cercare soltanto il proprio interesse.

La comunità, o koinonia, diventa in tal modo la nuova modalità di relazione tra i discepoli del Signore. I cristiani sperimentano una nuova modalità di essere tra di loro, di comportarsi. Ed è la modalità propria cristiana, a tal punto che i pagani guardavano i cristiani e dicevano: “Guardate come si amano!”. L’amore era la modalità. Ma non amore di parola, non amore finto: amore delle opere, dell’aiutarsi l’un l’altro, l’amore concreto, la concretezza dell’amore. Il vincolo con Cristo instaura un vincolo tra fratelli che confluisce e si esprime anche nella comunione dei beni materiali. Sì, questa modalità dello stare insieme, questo amarsi così arriva fino alle tasche, arriva a spogliarsi anche dell’impedimento del denaro per darlo agli altri, andando contro il proprio interesse. Essere membra del corpo di Cristo rende i credenti corresponsabili gli uni degli altri. Essere credenti in Gesù rende tutti noi corresponsabili gli uni degli altri. “Ma guarda quello, il problema che ha: a me non importa, è cosa sua”. No, fra cristiani non possiamo dire: “Povera persona, ha un problema a casa sua, sta passando questa difficoltà di famiglia”. Ma, io devo pregare, io la prendo con me, non sono indifferente”. Questo è essere cristiano. Per questo i forti sostengono i deboli (cfr Rm 15,1) e nessuno sperimenta l’indigenza che umilia e sfigura la dignità umana, perché loro vivono questa comunità: avere in comune il cuore. Si amano. Questo è il segnale: amore concreto. Giacomo, Pietro e Giovanni, che sono i tre apostoli come le “colonne” della Chiesa di Gerusalemme, stabiliscono in modo comunionale che Paolo e Barnaba evangelizzino i pagani mentre loro evangelizzeranno i giudei, e chiedono soltanto, a Paolo e Barnaba, qual è la condizione: di non dimenticarsi dei poveri, ricordare i poveri (cfr Gal 2,9-10). Non solo i poveri materiali, ma anche i poveri spirituali, la gente che ha dei problemi e ha bisogno della nostra vicinanza. Un cristiano parte sempre da se stesso, dal proprio cuore, e si avvicina agli altri come Gesù si è avvicinato a noi. Questa è la prima comunità cristiana. Un esempio concreto di condivisione e comunione dei beni ci giunge dalla testimonianza di Barnaba: egli possiede un campo e lo vende per consegnare il ricavato agli Apostoli (cfr At 4,36-37). Ma accanto al suo esempio positivo ne appare un altro tristemente negativo: Anania e sua moglie Saffira, venduto un terreno, decidono di consegnare solo una parte agli Apostoli e di trattenere l’altra per loro stessi (cfr At 5,1-2). Questo imbroglio interrompe la catena della condivisione gratuita, la condivisione serena, disinteressata e le conseguenze sono tragiche, sono fatali (At 5,5.10). L’apostolo Pietro smaschera la scorrettezza di Anania e di sua moglie e gli dice: «Perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? […] Non hai mentito agli uomini ma a Dio» (At 5,3-4). Potremmo dire che Anania ha mentito a Dio per via di una coscienza isolata, di una coscienza ipocrita, per via cioè di un’appartenenza ecclesiale “negoziata”, parziale e opportunista. L’ipocrisia è il peggior nemico di questa comunità cristiana, di questo amore cristiano: quel far finta di volersi bene ma cercare soltanto il proprio interesse. Venire meno alla sincerità della condivisione, infatti, o venire meno alla sincerità dell’amore, significa coltivare l’ipocrisia, allontanarsi dalla verità, diventare egoisti, spegnere il fuoco della comunione e destinarsi al gelo della morte interiore. Chi si comporta così transita nella Chiesa come un turista. Ci sono tanti turisti nella Chiesa che sono sempre di passaggio, ma mai entrano nella Chiesa: è il turismo spirituale che fa credere loro di essere cristiani, mentre sono soltanto turisti delle catacombe. No, non dobbiamo essere turisti nella Chiesa, ma fratelli gli uni degli altri. Una vita impostata solo sul trarre profitto e vantaggio dalle situazioni a scapito degli altri, provoca inevitabilmente la morte interiore. E quante persone si dicono vicine alla Chiesa, amici dei preti, dei vescovi mentre cercano soltanto il proprio interesse. Queste sono le ipocrisie che distruggono la Chiesa! Il Signore – lo chiedo per tutti noi – riversi su di noi il suo Spirito di tenerezza, che vince ogni ipocrisia e mette in circolo quella verità che nutre la solidarietà cristiana, la quale, lungi dall’essere attività di assistenza sociale, è l’espressione irrinunciabile della natura della Chiesa, madre tenerissima di tutti, specialmente dei più poveri.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, la communauté chrétienne naît de l’effusion de l’Esprit Saint et elle grandit grâce au partage entre les frères et sœurs du Christ. La vie eucharistique, la prière et la prédication des Apôtres font des croyants une multitude n’ayant «qu’un cœur et qu’une âme». Leur lien avec le Christ instaure entre eux des relations d’un genre nouveau, qui s’expriment aussi dans le partage des biens matériels à l’exemple de Barnabé qui vendit son champ et en donna le revenu aux Apôtres. Etre membre du Corps du Christ rend les croyants responsables les uns des autres: les plus forts soutiennent les plus faibles de sorte que personne ne connaisse l’indigence. Eloigner la plaie de la pauvreté, est donc un engagement de l’Eglise depuis toujours. Au contraire, le refus de partager en vérité éteint le feu de la communion et conduit à la mort, selon le triste exemple d’Ananie et de sa femme qui, hypocrites dans leur générosité, ont manifesté une appartenance partielle et opportuniste à l’Eglise. Une vie établie sur la seule mise à profit des situations, au détriment des autres, conduit à la mort intérieure. Que l’Esprit de tendresse nous aide toujours à vivre la solidarité chrétienne!

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare il gruppo di sacerdoti giubilari del Pontificio Seminario Francese di Roma, accompagnati dal Vescovo, Mons. Pierre Antoine Bozo, e dal Vescovo, Mons. Matthieu Rougé. La solidarietà cristiana, molto diversa dalla semplice assistenza sociale, fa parte della natura della Chiesa. Che lo Spirito Santo vi aiuti a vivere nella verità, la solidarietà richiesta dal Vangelo. Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier un groupe de prêtres jubilaires du Séminaire Pontifical Français de Rome, accompagnés de Mgr Pierre Antoine Bozo et de Mgr Matthieu Rougé. La solidarité chrétienne, bien différente d’une simple assistance sociale, fait partie de la nature de l’Eglise. Que l’Esprit Saint nous aide à vivre en vérité la solidarité que demande l’Evangile. Que Dieu vous bénisse.

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the Acts of the Apostles, we now consider how the Christian community is born of the outpouring of the Holy Spirit and grows through the mutual sharing of life among the Lord’s disciples. Solidarity between Christians is essential in building up God’s family, and this fraternity is nourished by receiving the sacrament of Christ’s body and blood. Here we see that a strong relationship with Jesus also establishes bonds of love among the members of his Body, the Church. Participating in the Eucharist led the earliest Christians to hold their goods in common, which enabled them to take care of the poorest of their brothers and sisters. By living fraternal charity sincerely, we too can maintain the flame of communion, and express our identity as Christian disciples. As we strive to be faithful to this vocation, may the Lord pour out his Spirit of tenderness upon us and so strengthen our solidarity, especially with those most in need.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’Udienza odierna, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Malta, Giappone e Stati Uniti d’America. Su tutti voi, e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Malta, Japan and the United States of America. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der Reihe der Katechesen über die Apostelgeschichte richten wir heute unseren Blick auf das Leben der ersten Gemeinde in Jerusalem. Die christliche Gemeinschaft ging aus der Ausgießung des Heiligen Geistes hervor und wuchs dank der gegenseitigen Solidarität und des geschwisterlichen Teilens: »Sie hatten alles gemeinsam« (Apg 4,32). Die Erfahrung dieser Gemeinschaft – der koinonía – ist vor allem Teilhabe am Leib und Blut Christi. Sie zeichnet sich durch eine engere Weise der Beziehung zu Christus und untereinander aus und findet auch Ausdruck in der gemeinsamen Nutzung der Güter. Das Ziel, die Plage der Armut fernzuhalten, war und ist seit jeher ein Grundanliegen der Kirche. Die Apostel baten immer wieder die Jünger, bei aller Missionstätigkeit auch an die Armen zu denken (vgl. Gal 2,10). Leider war diese Haltung selbst bei den ersten Christen nicht selbstverständlich, wie das Beispiel von Hananias und Saphira zeigt. Als sie ihr Gut verkauften, um den Erlös den Aposteln zur Verfügung zu stellen, hielten sie einen Teil für sich zurück. Ihre Geste war nicht aufrichtig. Damit hatten sie »nicht Menschen belogen, sondern Gott«, wie Petrus sagte (Apg 5,4), und bezahlten ihren Betrug mit dem Tod. Nur mit ungeteilten Herzen können wir den Willen Gottes erfüllen und dem Wohl seines Volkes dienen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca. Il Signore è disposto a riversare su di noi il suo Spirito di vita, se noi siamo sinceramente disponibili a servire il prossimo. Vi auguro un soggiorno lieto e piacevole nella Città Eterna. Il Signore benedica voi e le vostre famiglie!

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Sprache. Der Herr ist bereit, seinen Geist des Lebens über uns auszugießen, wenn wir ehrlich darum bemüht sind, dem Nächsten zu dienen. Ich wünsche euch einen frohen und angenehmen Aufenthalt in der Ewigen Stadt. Der Herr segne euch und eure Familien!

 

In lingua spagnola

La comunidad cristiana nace de la efusión del Espíritu Santo y crece cuando comparte con los demás todo lo que posee. El término griego Koinonia, que significa “poner en común”, “compartir”, tiene una dimensión importante desde los orígenes de la Iglesia. De la participación en el Cuerpo y Sangre de Cristo, deriva la unión fraterna que llevaba a compartir todo lo que ellos tenían.

Según los Hechos de los Apóstoles, entre los creyentes no había necesitados, porque ponían todo en común. Encontramos el ejemplo de Bernabé, que vendió un campo y lo recaudado lo dio a los Apóstoles para distribuirlo a los necesitados. Y, junto a este buen ejemplo, se encuentra uno negativo: Ananías y su mujer Safira vendieron un terreno pero entregaron sólo una parte a los Apóstoles, quedándose con la otra. Este engaño los llevó a la muerte, porque habían mentido no sólo a los hombres sino a Dios.

Estos ejemplos nos enseñan que cuando la sinceridad en el compartir no se respeta se cae en la hipocresía, alejándose de la verdad, que provoca la muerte interior. Los que se comportan así transitan en la Iglesia como si fuera un albergue, y no la tienen como su casa, ni como su familia.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y Latinoamérica. Pido al Señor que nos conceda su Espíritu para vencer toda hipocresía y colocar al centro de nuestra vida la verdad, que alimenta la solidaridad cristiana, y está llamada a ofrecer a todos el amor de Dios con obras concretas. Que Dios los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

A comunidade cristã nasce da efusão do Espírito Santo e cresce graças ao fermento da partilha entre os irmãos em Cristo. Trata-se de um dinamismo de solidariedade que edifica a Igreja como família de Deus, onde a experiência da koinonia é um elemento central. Esta palavra grega, que significa colocar em comum, partilhar, comungar, refere-se, antes de tudo, à participação no Corpo e Sangue de Cristo, que se traduz na união fraterna. Esta comunhão se configura como a nova modalidade de relação entre os discípulos do Senhor, que conflui e se exprime na comunhão dos bens materiais, como no caso de Barnabé referido nos Atos dos Apóstolos. Ser membro do Corpo de Cristo torna os fiéis corresponsáveis uns pelos outros. Por isso, é preciso evitar o egoísmo, que contradiz a nossa experiência de fazer parte da única família dos filhos de Deus. Possa o Espírito Santo sempre alimentar a solidariedade cristã que, longe de ser mera atividade de assistência social, é uma expressão da natureza da Igreja que, como mãe cheia ternura, cuida de todos os filhos.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare a quelli provenienti dal Portogallo e dal Brasile! Cari fratelli e sorelle, il Signore Gesù ci insegna che stendere la mano a chi si trova nel bisogno significa accogliere Lui stesso. Aprite i vostri cuori, affinché si lascino compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli. Il Signore vi benedica!

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação de boas-vindas aos peregrinos de língua portuguesa, concretamente àqueles vindos de Portugal e do Brasil! Queridos irmãos e irmãs, o Senhor Jesus nos ensina que estender a mão a quem é necessitado significa acolher a Ele mesmo. Abri os vossos corações, para que se deixem permear pelo Espírito e sejam conduzidos pelas estradas do amor que levam aos irmãos. O Senhor vos abençoe!

 

In lingua araba

Speaker:

[تكلم البابا اليوم، في تعاليمه حول "المسيرة" الإنجيلية التي يرويها سفر أعمال الرسل، عن دينامية التضامن وعن الشركة في الكنيسة الأولى، حيث الإفخارستيا، والصلوات، ووعظ الرسل، وتجربة الشركة قد جعلوا من جماعة المؤمنين "قلبا واحدا ونفسا واحدة"، لدرجة أنهم كانوا لا يعتبرون ملكية خاصة ما لهم، بل ملكية مشتركة للجميع. وأوضح البابا أن الشركة أصبحت هكذا طريقة جديدة للعلاقة بين تلاميذ الرب، حيث الارتباط بالمسيح قد صار ارتباطا أيضا مع الإخوة، يترجم في شركة الخيرات المادية. ونبه قداسته، انطلاقا من مثل حننيا وسفيرة، إلى أن غياب صدق المشاركة يعني السقوط في النفاق، والكذب، والأنانية، وإطفاء نار الشركة، والوصول إلى الموت. فالذي يتصرف بهذه الطريقة يمر بالكنيسة مثل السائح الذي يقيم في فندق، ولا يعيش فيها كبيته وكأسرته. وختاما أكد البابا أن الحياة التي تبنى فقط على مبدأ الربح والاستفادة على حساب الآخرين، تنتج حتما الموت الباطني].

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Libano, dalla Giordania e dal Medio Oriente. La comunione con Dio si traduce nella comunione e nella condivisione con i fratelli, perché «se uno dicesse: “Io amo Dio”, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede» (1Gv 4, 20). Il Signore vi benedica e vi protegga ‎sempre dal‎ maligno‎‎‎‏!

Speaker:

أرحب بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من لبنان، ومن الأردن، ومن الشرق الأوسط. إن الشَرِكة مع الله تترجم إلى شَرِكة وإلى مُشارِكة مع الإخوة، لأنَّه "إِذا قالَ أَحَد: «إِنِّي أُحِبُّ الله»، وهو يُبغِضُ أَخاه كانَ كاذِبًا لأَنَّ الَّذي لا يُحِبُّ أَخاه، وهو يَراه، لا يَستَطيعُ أَن يُحِبَّ اللهَ وهو لا يَراه" (1 يو 4، 20). ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم دائما من الشرير!

 

In lingua polacca

Speaker:

Temat dzisiejszej katechezy brzmi: „Wszystko mieli wspólne”. Ten zapis z Dziejów Apostolskich odnosi się do wspólnoty chrześcijańskiej, która rodzi się z wylania Ducha Świętego i rozwija się dzięki zaczynowi dzielenia się między braćmi i siostrami w Chrystusie. Istnieje pewien dynamizm solidarności, który buduje Kościół jako rodzinę Bożą, jako doświadczenie koinonii. To greckie słowo oznacza „oddanie do wspólnego użytku”, „dzielenie się”, „przekazywanie, udział w czymś”. W pierwotnym Kościele koinonia odnosi się przede wszystkim do uczestnictwa w Ciele i Krwi Chrystusa, co przekłada się na braterską jedność, a zatem także na oddanie dóbr do wspólnego użytku i zbieranie pieniędzy na składkę na rzecz Kościoła-matki w Jerozolimie (por. Rz 12,13; 2 Kor 8–9). Koinonia staje się nowym sposobem relacji między uczniami Pana. Więź z Chrystusem ustanawia więź między braćmi, która zespala i wyraża się także w komunii dóbr materialnych. Mocni wspierają słabych (por. Rz 15, 1) i nikt nie doświadcza ubóstwa, które poniża i oszpeca ludzką godność. Konkretny przykład dzielenia się i wspólnoty dóbr pochodzi ze świadectwa Barnaby: posiada on pole i sprzedaje je, aby przekazać dochody apostołom (por. Dz 4,36-37). Ale obok jego pozytywnego przykładu pojawia się inny, negatywny: Ananiasz i jego żona Safira, sprzedawszy kawałek ziemi, postanawiają przekazać tylko jedną część apostołom, a drugą zatrzymać dla siebie (por. Dz 5, 1-2). Ta postawa – określona przez św. Jana Chryzostoma jako prawdziwe „świętokradztwo” (Homilia na Dzieje Apostolskie, 12) – sprowadza na nich śmierć. Brak szczerości w dzieleniu się oznacza bowiem kultywowanie hipokryzji, oddalenie od prawdy, samolubstwo, gaszenie ognia wspólnoty i wprowadza w chłód śmierci wewnętrznej. Niech Pan ześle na nas swego Ducha komunii, który jest niezbywalnym wyrazem natury Kościoła, czułej matki wszystkich, zwłaszcza najuboższych.

Santo Padre:

Do il cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, il vostro pellegrinaggio a Roma, alle tombe degli Apostoli e dei Santi, è un’opportunità per cogliere di nuovo la loro testimonianza e imparare come vivere con dedizione a Cristo e ai fratelli nello spirito della comunione d’amore. Anche voi date l’esempio di sensibilità e di generosità fraterna, attraverso i concreti gesti di condivisione con coloro che sono in necessità. Il Signore vi benedica! Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Serdecznie witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, wasze pielgrzymowanie do Rzymu, do grobów Apostołów i świętych, jest okazją, by ponownie przyjąć ich świadectwo i uczyć się jak żyć z oddaniem Chrystusowi i braciom w duchu komunii miłości. Wy również dajcie przykład braterskiej wrażliwości i hojności, przez konkretne gesty dzielenia się z potrzebującymi. Niech Pan wam błogosławi! Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

[Il Santo Padre si riferisce ad una ragazza che, mentre Egli pronunciava la catechesi, si è avvicinata a Lui]

Vorrei incominciare facendo una riflessione. Tutti noi abbiamo visto questa ragazza tanto bella – è bella, perché è bella – e poverina, vittima di una malattia e non sa cosa fa. Io domando una cosa, ma ognuno risponda nel suo cuore: ho pregato per lei, vedendola, ho pregato perché il Signore la guarisca, la custodisca? Ho pregato per i suoi genitori e per la sua famiglia? Sempre quando vediamo qualche persona sofferente dobbiamo pregare. Che questa situazione ci aiuti sempre a fare questa domanda: ho pregato per questa persona che ho visto, che si vede che soffre?

Sono lieto di accogliere le realtà parrocchiali, in particolare quella di Villafranca Padovana.

Saluto la Casa famiglia “Leonati” delle Suore di San Francesco di Sales di Padova.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Sull’esempio del Santo Pontefice Pio X, di cui oggi è la festa, vi invito ad andare incontro a Gesù Cristo con l’ascolto del suo Vangelo e con le opere buone. Lo Spirito Santo vi sostenga sul vostro cammino.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 21 agosto 2019
20 settembre 2019 * S. Teodoro martire
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