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papa Francesco aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha incentrato la sua meditazione sulla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani “Ci trattarono con gentilezza” (cfr At 28,2).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello alla preghiera per la pace e il dialogo in occasione del capodanno lunare che si celebra il 25 gennaio.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La catechesi di oggi è intonata alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il tema di quest’anno, che è quello dell’ospitalità, è stato sviluppato dalle comunità di Malta e Gozo, a partire dal passo degli Atti degli Apostoli che narra dell’ospitalità riservata dagli abitanti di Malta a San Paolo e ai suoi compagni di viaggio, naufragati insieme con lui. Proprio a questo episodio mi riferivo nella catechesi di due settimane fa.

Ripartiamo dunque dall’esperienza drammatica di quel naufragio. La nave su cui viaggia Paolo è in balia degli elementi. Da quattordici giorni sono in mare, alla deriva, e poiché né il sole né le stelle sono visibili, i viaggiatori si sentono disorientati, persi. Sotto di loro il mare s’infrange violento contro la nave ed essi temono che quella si spezzi sotto la forza delle onde. Dall’alto sono sferzati dal vento e dalla pioggia. La forza del mare e della tempesta è terribilmente potente e indifferente al destino dei naviganti: erano più di 260 persone!

Ma Paolo che sa che non è così, parla. La fede gli dice che la sua vita è nelle mani di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, e che ha chiamato lui, Paolo, per portare il Vangelo sino ai confini della terra. La sua fede gli dice anche che Dio, secondo quanto Gesù ha rivelato, è Padre amorevole. Perciò Paolo si rivolge ai compagni di viaggio e, ispirato dalla fede, annuncia loro che Dio non permetterà che un capello del loro capo vada perduto.

Questa profezia si avvera quando la nave si arena sulla costa di Malta e tutti i passeggeri raggiungono sani e salvi la terra ferma. E lì sperimentano qualcosa di nuovo. In contrasto con la brutale violenza del mare in tempesta, ricevono la testimonianza della “rara umanità” degli abitanti dell’isola. Questa gente, per loro straniera, si mostra attenta ai loro bisogni. Accendono un fuoco perché si riscaldino, offrono loro riparo dalla pioggia e del cibo. Anche se non hanno ancora ricevuto la Buona Novella di Cristo, manifestano l’amore di Dio in atti concreti di gentilezza. Infatti, l’ospitalità spontanea e i gesti premurosi comunicano qualcosa dell’amore di Dio. E l’ospitalità degli isolani maltesi è ripagata dai miracoli di guarigione che Dio opera attraverso Paolo sull’isola. Quindi, se la gente di Malta fu un segno della Provvidenza di Dio per l’Apostolo, anche lui fu testimone dell’amore misericordioso di Dio per loro.

Carissimi, l’ospitalità è importante; ed è pure un’importante virtù ecumenica. Anzitutto significa riconoscere che gli altri cristiani sono veramente nostri fratelli e nostre sorelle in Cristo. Siamo fratelli. Qualcuno ti dirà: “Ma quello è protestante, quello ortodosso …” Sì, ma siamo fratelli in Cristo. Non è un atto di generosità a senso unico, perché quando ospitiamo altri cristiani li accogliamo come un dono che ci viene fatto. Come i maltesi – bravi questi maltesi - siamo ripagati, perché riceviamo ciò che lo Spirito Santo ha seminato in questi nostri fratelli e sorelle, e questo diventa un dono anche per noi, perché anche lo Spirito Santo semina le sue grazie dappertutto. Accogliere cristiani di un’altra tradizione significa in primo luogo mostrare l’amore di Dio nei loro confronti, perché sono figli di Dio – fratelli nostri -, e inoltre significa accogliere ciò che Dio ha compiuto nella loro vita. L’ospitalità ecumenica richiede la disponibilità ad ascoltare gli altri, prestando attenzione alle loro storie personali di fede e alla storia della loro comunità, comunità di fede con una altra tradizione diversa dalla nostra. L’ospitalità ecumenica comporta il desiderio di conoscere l’esperienza che altri cristiani fanno di Dio e l’attesa di ricevere i doni spirituali che ne derivano. E questa è una grazia, scoprire questo è una grazia. Io penso ai tempi passati, alla mia terra per esempio. Quando venivano alcuni missionari evangelici, un gruppetto di cattolici andava a bruciare le tende. Questo no: non è cristiano. Siamo fratelli, siamo tutti fratelli e dobbiamo fare l’ospitalità l’un l’altro.

Oggi, il mare sul quale fecero naufragio Paolo e i suoi compagni è ancora una volta un luogo pericoloso per la vita di altri naviganti. In tutto il mondo uomini e donne migranti affrontano viaggi rischiosi per sfuggire alla violenza, per sfuggire alla guerra, per sfuggire alla povertà. Come Paolo e i suoi compagni sperimentano l’indifferenza, l’ostilità del deserto, dei fiumi, dei mari… Tante volte non li lasciano sbarcare nei porti. Ma, purtroppo, a volte incontrano anche l’ostilità ben peggiore degli uomini. Sono sfruttati da trafficanti criminali: oggi! Sono trattati come numeri e come una minaccia da alcuni governanti: oggi! A volte l’inospitalità li rigetta come un’onda verso la povertà o i pericoli da cui sono fuggiti.

Noi, come cristiani, dobbiamo lavorare insieme per mostrare ai migranti l’amore di Dio rivelato da Gesù Cristo. Possiamo e dobbiamo testimoniare che non ci sono soltanto l’ostilità e l’indifferenza, ma che ogni persona è preziosa per Dio e amata da Lui. Le divisioni che ancora esistono tra di noi ci impediscono di essere pienamente il segno dell’amore di Dio. Lavorare insieme per vivere l’ospitalità ecumenica, in particolare verso coloro la cui vita è più vulnerabile, ci renderà tutti noi cristiani – protestanti, ortodossi, cattolici, tutti i cristiani - esseri umani migliori, discepoli migliori e un popolo cristiano più unito. Ci avvicinerà ulteriormente all’unità, che è la volontà di Dio per noi.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, la catéchèse de ce jour est en lien avec la Semaine de prière pour l’unité des chrétiens dont le thème est, cette année, l’hospitalité. Cette hospitalité, Saint Paul et ses compagnons de voyage en ont bénéficié après leur arrivée à Malte. En contraste avec la brutalité du naufrage, ils reçoivent le témoignage d’une «rare humanité» de la part des habitants de l’île qui se montrent attentifs à leurs besoins. En retour Paul, opère des miracles parmi eux et leur annonce la bonne Nouvelle du Christ. L’hospitalité est une importante vertu œcuménique. Elle signifie reconnaître que les chrétiens de traditions différentes sont nos frères et sœurs. Les accueillir, c’est montrer l’amour de Dieu à leur égard, mais c’est aussi accueillir ce que Dieu a accompli dans leur vie. L’hospitalité œcuménique demande la disponibilité à écouter les autres chrétiens, en prêtant attention à leurs histoires personnelles de foi et à l’histoire de leurs communautés. Elle comporte le désir de connaître l’expérience que les autres font de Dieu. Comme chrétiens nous devons aussi travailler ensemble pour accueillir tous les naufragés que provoquent aujourd’hui les violences, les guerres, la pauvreté, et leur témoigner l’amour de Dieu révélé en Jésus-Christ.

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Fratelli e sorelle, cerchiamo di lavorare insieme per vivere l'ospitalità, specialmente verso i più vulnerabili. Ci renderà migliori come discepoli di Gesù Cristo e ci renderà un popolo cristiano più unito, che è quanto Dio desidera per noi. Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française. Frères et sœurs, efforçons-nous de travailler ensemble pour vivre l’hospitalité, en particulier envers les personnes les plus vulnérables. Cela nous rendra meilleurs en tant que disciples de Jésus-Christ et fera de nous un peuple chrétien plus uni, qui est la volonté de Dieu pour nous. Que Dieu vous bénisse.

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Today’s catechesis occurs in the Week of Prayer for Christian Unity, whose theme this year – on hospitality – was prepared by the Christian communities of Malta and Gozo. The theme is based on Saint Paul’s dramatic experience of being shipwrecked at Malta, and the welcome he and his companions received there. Indeed, in contrast to the sea’s violence, the survivors received “unusual kindness” (Acts 28:2), reflecting God’s love for them. This hospitality was then repaid when Paul healed many sick people, thus revealing God’s merciful love. Hospitality is an important ecumenical virtue, which is open to listening to the experience that other Christians have of God. When we welcome Christians of a different tradition we reveal God’s love to them and receive the gifts that the Holy Spirit has sown in them. In this way, we Christians are challenged to overcome our divisions and to show Christ’s love more effectively to others, especially the many migrants who, like Paul, face danger at sea, as they flee from peril. Working together like this will make us both better disciples of the Lord and more united as the People of God.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Belgio, Corea, Australia e Stati Uniti d’America. Nel contesto della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, rivolgo un saluto particolare agli alunni dell’Istituto Ecumenico di Bossey. Saluto inoltre i sacerdoti dell’Istituto di Formazione Teologica Permanente del Pontificio Collegio Americano del Nord. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from Belgium, Korea, Australia and the United States of America. In this Week of Prayer for Christian Unity, I offer a special greeting to the students from the Bossey Ecumenical Institute. I also greet the priests of the Institute for Continuing Theological Education of the Pontifical North American College. Upon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, alljährlich begehen wir zusammen mit vielen anderen christlichen Gemeinschaften die Gebetswoche für die Einheit der Christen. In diesem Jahr wird sie von Malta und Gozo ausgerichtet und hat die „Gastfreundschaft“ zum Thema. Die Insel Malta erinnert uns an eine Episode aus der Apostelgeschichte, als das Schiff, das Paulus nach Rom bringen sollte, nach einem heftigen Sturm auf offener See treibt. Paulus, der vom Herrn berufen ist, das Evangelium bis an die Enden der Erde zu tragen, ermutigt die Mitreisenden, Vertrauen in Gott zu haben, denn „keinem wird ein Haar von seinem Kopf verloren gehen“ (Apg 27,34). So stranden sie auf Malta, bleiben unverletzt und werden von den Bewohnern der Insel mit „ungewöhnlicher Menschenfreundlichkeit“ (28,2) aufgenommen. Die Einheimischen, welche die Botschaft Christi noch nicht kennen, erweisen den Fremden große Aufmerksamkeit und werden so zu einem Zeichen der Vorsehung Gottes. Ihre Gastfreundschaft wird durch wunderbare Heilungen vergolten, die Gott durch Paulus wirkt. Gastfreundschaft ist auch eine wichtige Tugend für die Ökumene. Sie beschenkt den Geber. Wo wir unsere Brüder und Schwestern in Christus aufnehmen, erhalten wir sie als Geschenk zurück. Die geistlichen Gaben, die von ihnen ausgehen, bringen auch für uns reiche Frucht.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca. L’ospitalità, che noi pratichiamo specialmente nei confronti dei migranti, è una testimonianza per Cristo. Manifestiamo ai nostri concittadini che Dio ama tutti gli uomini e che ogni persona umana è preziosa per Lui. Lo Spirito Santo vi accompagni sul vostro cammino.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Sprache. Die Gastfreundschaft, die wir vor allem den Migranten gewähren, ist ein Zeugnis für Christus. Wir machen unseren Mitbürgern deutlich, dass Gott alle Menschen liebt und jeder Einzelne für ihn kostbar ist. Der Heilige Geist geleite euch auf allen euren Wegen!

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La catequesis de hoy se enmarca en la semana de oración por la unidad de los cristianos, que este año tiene como tema la hospitalidad, recordando el naufragio de Pablo en la isla de Malta.

El texto de los Hechos de los Apóstoles nos presenta una situación desesperada. Pablo y sus compañeros, junto al resto de los tripulantes del barco en que viajaban, quedan a la deriva durante 14 días, perdidos y desorientados, a merced del mar embravecido. El Apóstol, sin embargo, desde su experiencia de fe, llama a la confianza en Dios que es para él un Padre amoroso.

Providencialmente, todos se salvan y llegan a Malta, donde en abierto contraste con esa terrible experiencia que han sufrido, saborean el entrañable modo de hacer hospitalidad de los habitantes de la isla. Es significativo que aquellos hombres, que no conocían a Cristo, fueron capaces de manifestar el amor de Dios. La hospitalidad espontánea y su trato considerado comunican ese amor de Dios. Por parte suya, Pablo les muestra a ellos la misericordia de Dios, curando a los enfermos de la isla.

Queridos hermanos: La hospitalidad es una virtud ecuménica; acoger a los cristianos de otras tradiciones significa mostrarles el amor de Dios, pero también acoger lo que Dios ha realizado en sus vidas y dejarnos recibir de las otras comunidades, es lo mismo. Estemos disponibles y abiertos, con el deseo de conocer su experiencia de fe, para vernos enriquecidos por ese don espiritual.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, venidos de España y de Latinoamérica. Pidamos al Señor por todos cuantos sufren en el mar tempestuoso del desarraigo y el abandono, y comprometámonos a trabajar juntos, pidiendo al Señor el don de la unidad, de modo que como cristianos testimoniemos el amor premuroso de Dios por cada persona. Que el Señor los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Estamos em pleno Oitavário de Oração pela Unidade dos Cristãos, que decorre de 18 a 25 deste mês de janeiro, sob o tema «Trataram-nos com gentileza». É um convite, dirigido a todos os crentes em Cristo, para cultivarmos a «hospitalidade», à semelhança do que fizeram os habitantes de Malta pelos náufragos que deram à costa daquela ilha e entre os quais estava o apóstolo Paulo: «Trataram-nos com invulgar humanidade, pois acenderam uma grande fogueira, junto à qual nos recolhemos todos». Embora então os malteses ainda não tivessem recebido a Boa Nova de Jesus Cristo, souberam manifestar o amor de Deus em atos concretos de gentileza. A hospitalidade é uma virtude ecuménica importante; significa, antes de tudo, reconhecer que os outros cristãos são verdadeiramente nossos irmãos em Cristo e, depois, dar-se conta daquilo que Deus fez na vida deles. A hospitalidade não é generosidade praticada em sentido único: quando acolhemos os outros cristãos, recebemo-los como um dom de Deus, de tal modo que aquilo que o Espírito Santo semeou neles, torna-se um dom para nós. Naturalmente, isto supõe em nós o desejo de conhecer a experiência que outros cristãos fizeram de Deus e de receber os dons espirituais que daí derivam. Enfim, a hospitalidade ecuménica exige a disponibilidade para ouvir os outros cristãos, prestando atenção às suas vidas pessoais de fé e à história da sua comunidade. Paulo e os restantes náufragos beneficiaram da gentileza dos Malteses; mas todos sabemos que, hoje, migrantes sem conta enfrentam igualmente viagens perigosas – e, tantas vezes, trágicas –, que embatem na indiferença e hostilidade de algumas comunidades humanas. Como cristãos, devemos trabalhar juntos para mostrar aos migrantes o amor de Deus revelado por Jesus Cristo: podemos e devemos testemunhar-lhes que não há só a hostilidade e a indiferença, mas cada pessoa é preciosa aos olhos de Deus e por Ele amada.

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, benvenuti! Il Signore ci invita a perseverare nel cammino ecumenico. Intensifichiamo dunque l'offerta delle nostre preghiere e penitenze, assecondando la supplica di Gesù Cristo al Padre: «Io in loro e Tu in Me, perché siano perfetti nell’unità». Possa la benedizione di Dio scendere sui vostri passi e preghiere, individuali e in comune, per la piena unità dei cristiani.

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, sede bem-vindos! O Senhor convida-nos a perseverar no caminho ecuménico. Intensifiquemos, pois, a oferta das nossas preces e penitências, dando voz à súplica de Jesus Cristo ao Pai: «Eu neles e Tu em Mim, para que eles cheguem à perfeição da unidade». Desça a bênção de Deus sobre os vossos passos e preces, individuais e em comum, pela plena união dos cristãos!

 

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، يتمحور موضوع تعليم اليوم حول أسبوع الصلاة من أجل وحدة المسيحيين. إن موضوع هذه السنة والذي هو موضوع الضيافة قد طوّرته جماعات مالطا وغوزو إنطلاقًا من نص كتاب أعمال الرسل الذي يتحدّث عن الضيافة التي حفظها سكان مالطا للقديس بولس ورفاقه في السفر الذين نجوا من الغرق معه. عندما رست السفينة عند شاطئ مالطا وبلغ جميع المسافرون اليابسة سالمين. اختبروا هناك شيئًا جديدًا. بالتناقض مع عنف البحر الهائج نالوا شهادة "إنسانيّة نادرة" من قبل سكان الجزيرة. هؤلاء الأشخاص، الغرباء بالنسبة لهم، قد ظهروا متنبّهين لحاجاتهم. فبالرغم من أنّهم لم يكونوا قد نالوا بشرى المسيح السارة بعد، لكنّهم أظهروا محبّة الله من خلال أعمال لطف ملموسة. أيها الأعزاء، إنَّ الضيافة هي فضيلة مسكونيّة مهمّة. فهي تعني أولاً الاعتراف بأن المسيحيين الآخرين هم إخوتنا وأخواتنا في المسيح. وبالتالي فهي ليست عمل سخاء باتجاه واحد لأننا عندما نستقبل مسيحيين آخرين نحن نقبلهم كعطيّة مُنحت لنا. إن استقبال مسيحيين من تقليد آخر يعني أولاً إظهار محبة الله تجاههم، لأنّهم أبناء الله، كذلك يعني أيضًا قبول ما حققه الله في حياتهم. كذلك تتطلّب الضيافة المسكونيّة جهوزيّة للإصغاء للمسيحيين الآخرين والتنبّه لقصص إيمانهم الشخصيّة ولتاريخ جماعتهم. إن البحر الذي اختبر فيه بولس ورفاقه الغرق لا يزال اليوم أيضًا يشكل مكانًا خطيرًا على حياة مسافرين آخرين. ونجد في جميع أنحاء العالم رجالاً ونساء مهاجرين يواجهون رحلات خطيرة لكي يهربوا من العنف والحرب والفقر؛ وعلى مثال بولس ورفاقه يختبرون اللامبالاة وعدائيّة الصحراء والأنهار والبحار... لكنّهم وللأسف يواجهون أحيانًا أيضًا عدائية البشر. فيتمّ استغلالهم من قبل تجار مجرمين؛ ويتمُّ التعامل معهم كأعداد وكتهديد من قبل بعض الحكام؛ وأحيانًا ينبذهم غياب الضيافة كموجة نحو الفقر أو الأخطار التي كانوا قد هربوا منها. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، كمسيحيين، علينا أن نعمل معًا لكي نُظهر للمهاجرين محبّة الله التي أظهرها يسوع المسيح. لأنّ العمل معًا لكي نعيش الضيافة بشكل مميّز تجاه الذين يعيشون حياة هشّة، يجعلنا كائنات بشريّة أفضل وتلاميذًا أفضل وشعبًا مسيحيًّا أكثر وحدة.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, come cristiani non possiamo essere indifferenti di fronte al dramma delle vecchie e nuove povertà, delle solitudini più buie, del disprezzo e della discriminazione. Non possiamo rimanere insensibili, con il cuore anestetizzato, di fronte alla miseria di tanti innocenti. Lavoriamo insieme per mostrare a tutti l’amore di Dio rivelato da Gesù Cristo, e questo ci renderà esseri umani migliori, discepoli migliori e un popolo cristiano più unito. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، لا يمكننا كمسيحيين أن نقف غير مبالين إزاء مأساة الفقر بأشكاله القديمة والجديدة، وأشكال العزلة المظلمة والاحتقار والتمييز. ولا يمكننا أن نقف غير مكترثين وقلبنا مخدّر أمام بؤس العديد من الأبرياء. لنعمل معًا لكي نُظهر للجميع محبّة الله التي أظهرها لنا يسوع المسيح، وهذا الأمر سيجعلنا كائنات بشريّة أفضل وتلاميذًا أفضل وشعبًا مسيحيًّا أكثر وحدة. ليبارككُم الرب!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, dzisiejsza katecheza nawiązuje do Tygodnia Modlitw o Jedność Chrześcijan. Jego tematem jest gościnność. Mówią o niej Dzieje Apostolskie, które wspominają o życzliwości okazanej przez mieszkańców Malty św. Pawłowi i jego towarzyszom podróży, po katastrofie okrętu, który miotany gwałtownym sztormem osiadł na mieliźnie u wybrzeży tej wyspy. Niespotykaną gościnność Maltańczyków, Apostoł Narodów odczytał jako znak Bożej Opatrzności. Nie znali jeszcze Ewangelii, a gesty ich dobroci i pomocy były przecież przejawem miłości Boga. Gościnność jest ważną cnotą ekumeniczną. Oznacza ona, że inni chrześcijanie są naszymi braćmi i siostrami w Chrystusie. Domaga się gotowości wysłuchania innych, poznania ich historii, ducha wiary, Bożego działania we wspólnotach. Podobnie, jak w czasach św. Pawła, także dzisiaj na tym samym morzu, wielu migrujących mężczyzn i kobiet podejmuje ryzyko podróży, by uciec przed przemocą, wojną, ubóstwem. Często doświadczają obojętności, grozy żywiołu morza, wrogości ludzi. Są wykorzystywani przez handlarzy, dla wielu są jakby zagrożeniem. Dlatego, jako chrześcijanie, współpracujmy gorliwie w duchu jedności, by ukazać tym naszym braciom, że zwycięża nie wrogość i obojętność, ale dobro. Niech nasza gościnność będzie znakiem dla wszystkich, że każda osoba jest cenna dla Boga i przez Niego miłowana.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Fratelli e sorelle, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani ci invita alla fiduciosa preghiera per l’unità. Vi esorto a meditare e a realizzare con impegno il motto di questa Settimana: “Ci trattarono con gentilezza” (cfr At 28, 2). I vostri incontri ecumenici pervadano i cuori, favoriscano l’apertura all’altro, l’ospitalità, la reciproca comprensione, il dialogo, e la riconciliazione. Benedico di cuore voi qui presenti, i vostri cari e tutti coloro che si dedicano all’unità dei cristiani.

Speaker:

Witam serdecznie pielgrzymów polskich. Bracia i siostry, Tydzień Modlitw o Jedność Chrześcijan zaprasza nas do ufnej modlitwy o dar jedności. Zachęcam was do rozważania i gorliwego podjęcia hasła tego Tygodnia: „Życzliwymi bądźmy” (por. Dz 28, 2). Niech wasze spotkania ekumeniczne poruszają serca, pomogą w otwieraniu się na innych, we wzajemnym zrozumieniu, dialogu, pojednaniu i okazaniu gościnności. Was tu obecnych, waszych bliskich i tych, którzy oddają się posłudze na rzecz jedności chrześcijan, z serca błogosławię.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. In particolare, saluto le Suore di San Giuseppe di Chambéry e i giovani del Movimento dei Focolari.

Saluto inoltre i pellegrini della Diocesi di Termoli-Larino, accompagnati dal Vescovo, Mons. Gianfranco De Luca; le Parrocchie, in particolare quelle di Gesualdo e di Aprilia; il Gruppo di Finanzialisti italiano, di Milano; l’Associazione culturale Musadoc, di Roma; e quello di Villafranca Sicula.

Saluto infine i giovani, gli anziani, gli ammalati e gli sposi novelli. Sabato prossimo celebreremo la Festa della Conversione di San Paolo. L’esempio dell’Apostolo delle genti, ci sostenga nella missione di annunciare la salvezza di Cristo a tutti, impegnando le nostre energie migliori.

 

Appello del Santo Padre

Il prossimo 25 gennaio, nell’Estremo Oriente e in varie altre parti del mondo, molti milioni di uomini e donne celebreranno il capodanno lunare.

Invio a loro il mio saluto cordiale, augurando in particolare alle famiglie di essere luoghi di educazione alle virtù dell’accoglienza, della saggezza, del rispetto per ogni persona e dell’armonia con il creato.

Invito tutti a pregare anche per la pace, per il dialogo e per la solidarietà tra le nazioni: doni quanto mai necessari al mondo di oggi.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 22 gennaio 2020