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papa francesco udienza generaleL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.10 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sugli Atti degli Apostoli, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Stefano «pieno di Spirito Santo» (At 7,55) tra diakonia e martyria” (Brano biblico: dagli Atti degli Apostoli, 6, 8-10.15).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Attraverso il Libro degli Atti degli Apostoli, continuiamo a seguire un viaggio: il viaggio del Vangelo nel mondo. San Luca, con grande realismo, mostra sia la fecondità di questo viaggio sia l’insorgere di alcuni problemi in seno alla comunità cristiana. Fin dall’inizio di sono stati sempre problemi. Come armonizzare le differenze che coabitano al suo interno senza che accadano contrasti e spaccature?

La comunità non accoglieva solo i giudei, ma anche i greci, cioè persone provenienti dalla diaspora, non ebrei, con cultura e sensibilità proprie e con un’altra religione. Noi, oggi, diciamo “pagani”. E questi erano accolti. Questa compresenza determina equilibri fragili e precari; e dinanzi alle difficoltà spunta la “zizzania”, e quale è la peggiore zizzania che distrugge una comunità? La zizzania della mormorazione, la zizzania del chiacchiericcio: i greci mormorano per la disattenzione della comunità nei confronti delle loro vedove.

Gli Apostoli avviano un processo di discernimento che consiste nel considerare bene le difficoltà e cercare insieme delle soluzioni. Trovano una via di uscita nel suddividere i vari compiti per una serena crescita dell’intero corpo ecclesiale e per evitare di trascurare sia la “corsa” del Vangelo sia la cura dei membri più poveri.

Gli Apostoli sono sempre più consapevoli che la loro vocazione principale è la preghiera e la predicazione della Parola di Dio: pregare e annunciare il Vangelo; e risolvono la questione istituendo un nucleo di «sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza» (At 6,3), i quali, dopo aver ricevuto l’imposizione delle mani, si occuperanno del servizio delle mense. Si tratta dei diaconi che sono creati per questo, per il servizio. Il diacono nella Chiesa non è un sacerdote in seconda, è un’altra cosa; non è per l’altare, ma per il servizio. E’ il custode del servizio nella Chiesa. Quando a un diacono piace troppo di andare all’altare, sbaglia. Questa non è la sua strada. Questa armonia tra servizio alla Parola e servizio alla carità rappresenta il lievito che fa crescere il corpo ecclesiale.

E gli Apostoli creano sette diaconi, e tra i sette “diaconi” si distinguono in modo particolare Stefano e Filippo. Stefano evangelizza con forza e parresia, ma la sua parola incontra le resistenze più ostinate. Non trovando altro modo per farlo desistere, cosa fanno i suoi avversari? Scelgono la soluzione più meschina per annientare un essere umano: cioè, la calunnia o falsa testimonianza. E noi sappiamo che la calunnia uccide sempre. Questo “cancro diabolico”, che nasce dalla volontà di distruggere la reputazione di una persona, aggredisce anche il resto del corpo ecclesiale e lo danneggia gravemente quando, per meschini interessi o per coprire le proprie inadempienze, ci si coalizza per infangare qualcuno.

Condotto nel Sinedrio e accusato da falsi testimoni – lo stesso avevano fatto con Gesù e lo stesso faranno con tutti i martiri mediante falsi testimoni e calunnie – Stefano proclama una rilettura della storia sacra centrata in Cristo, per difendersi.

E la Pasqua di Gesù morto e risorto è la chiave di tutta la storia dell’alleanza. Dinanzi a questa sovrabbondanza del dono divino, Stefano coraggiosamente denuncia l’ipocrisia con cui sono stati trattati i profeti e Cristo stesso. E ricorda loro la storia dicendo: «Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori» (At 7,52). Non usa mezze parole, ma parla chiaro, dice la verità.

Questo provoca la reazione violenta degli uditori, e Stefano viene condannato a morte, condannato alla lapidazione. Egli però manifesta la vera “stoffa” del discepolo di Cristo. Non cerca scappatoie, non si appella a personalità che possano salvarlo ma rimette la sua vita nelle mani del Signore e la preghiera di Stefano è bellissima, in quel momento: «Signore Gesù, accogli il mio spirito» (At 7,59) – e muore da figlio di Dio perdonando: «Signore, non imputare loro questo peccato» (At 7,60).

Queste parole di Stefano ci insegnano che non sono i bei discorsi a rivelare la nostra identità di figli di Dio, ma solo l’abbandono della propria vita nelle mani del Padre e il perdono per chi ci offende ci fanno vedere la qualità della nostra fede.

Oggi ci sono più martiri che all’inizio della vita della Chiesa, e i martiri sono dappertutto. La Chiesa di oggi è ricca di martiri, è irrigata dal loro sangue che è «seme di nuovi cristiani» (Tertulliano, Apologetico, 50,13) e assicura crescita e fecondità al Popolo di Dio. I martiri non sono “santini”, ma uomini e donne in carne e ossa che – come dice l’Apocalisse – «hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (7,14). Essi sono i veri vincitori.

Chiediamo anche noi al Signore che, guardando ai martiri di ieri e di oggi, possiamo imparare a vivere una vita piena, accogliendo il martirio della fedeltà quotidiana al Vangelo e della conformazione a Cristo.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, poursuivant l’étude des Actes des Apôtres, nous découvrons les difficultés que rencontrent les premières communautés qui accueillent des personnes aux cultures et sensibilité différentes. Les tensions et les murmures apparaissent, les uns s’estimant désavantagés par rapport aux autres. Les Apôtres prennent alors davantage conscience de leur rôle de prédicateurs de la Parole. Ils désignent donc des diacres chargés d’être plus attentifs au service de la charité; un partage et un équilibre qui seront d’une grande fécondité pour l’Eglise. Parmi ces diacres institués, Etienne est celui qui rencontre le plus d’oppositions. Ses adversaires ne trouvent d’autres moyens de le faire taire que ceux de la calomnie et du faux témoignage: un «cancer diabolique» qui atteint aussi parfois le corps de l’Eglise, lorsqu’il s’agit de salir quelqu’un qui gêne. Devant ses juges, Etienne dénonce l’hypocrisie avec laquelle les prophètes et le Christ lui-même ont été traités, par ceux dont ils sont les héritiers. Condamné à mort, Etienne ne cherche pas à fuir mais il s’abandonne entre les mains du Père, en pardonnant. Premier martyr, Etienne devient un autre Christ, un homme que l’Esprit Saint rend semblable à Jésus, capable de témoigner de l’amour de Dieu jusqu’à la fin.

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i francofoni, in particolare i pellegrini della diocesi di Tournai, accompagnati dal loro Vescovo, Monsignor Guy Harpigny. Stefano ci insegna che non sono i bei discorsi a rivelare la nostra identità di figli di Dio, ma l'abbandono della nostra vita nelle mani del Padre e il perdono delle offese ricevute. Chiediamo al Signore di imparare a vivere una vita piena, accettando il martirio della fedeltà quotidiana al Vangelo e la configurazione a Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins du diocèse de Tournai, accompagnés de leur Evêque Monseigneur Guy Harpigny. Etienne nous enseigne que ce ne sont pas les beaux discours qui révèlent notre identité de fils de Dieu, mais l’abandon de notre vie dans les mains du Père et le pardon des offenses. Demandons au Seigneur de pouvoir apprendre à vivre une vie pleine, acceptant le martyre de la fidélité quotidienne à l’Evangile et la configuration au Christ. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Acts of the Apostles, we continue to follow the spread of the Gospel throughout the world. In the early Christian community some complained that their widows were being neglected in the distribution of bread. The Apostles, aware of their principal calling to preach the Word of God, discerned a solution to maintain the harmony between the service of the Word and service to the poor. They instituted seven men, on whom they imposed hands, to carry out works of charity. One of these seven deacons, Stephen, proclaimed Christ’s Paschal Mystery as the key to the whole history of the covenant, but his words met with resistance. Yet, even when condemned to death, Stephen entrusted his life into the Lord’s hands and forgave his adversaries. The actions of this first martyr teach us that our identity as God’s children consists in abandoning ourselves to the Father and forgiving those who offend us. Let us ask the Lord that, by contemplating the martyrs of the past and present, we may live a full life, accepting the martyrdom of daily fidelity to the Gospel and conformity to Christ.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Inghilterra, Scozia, Danimarca, Malta, Norvegia, Kenya, Australia, Isole Marianne, Cina, Indonesia, Malaysia, Singapore, Sri Lanka e Stati Uniti d’America. In particolare saluto i nuovi seminaristi del Venerabile Collegio Inglese all’inizio della loro formazione sacerdotale qui a Roma. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from England, Scotland, Denmark, Malta, Norway, Kenya, Australia, Mariana Islands, China, Indonesia, Malaysia, Singapore, Sri Lanka and the United States of America. In a particular way my greeting goes to the new seminarians of the Venerable English College as they begin their priestly formation here in Rome. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der Apostelgeschichte berichtet der heilige Lukas von Schwierigkeiten innerhalb der christlichen Gemeinschaft: Es gibt Klagen, weil ein Teil der Witwen bei der Versorgung übersehen wurde. Die Apostel sind sich ihrer vorrangingen Verantwortung für die Verkündigung des Evangeliums bewusst und lösen dieses Problem, indem sie sieben Männer einsetzen, die sich als Diakone der Fürsorge der Armen widmen sollen. Dieses Zusammenspiel zwischen dem Dienst des Wortes und dem Dienst der Nächstenliebe stellt den Sauerteig dar, der die Kirche wachsen lässt. Unter den Diakonen sticht der heilige Stephanus hervor: Er evangelisiert kraftvoll und wird dafür verleumdet. Vor Gericht legt er vorbehaltlos Zeugnis für Christus ab, die Mitte der ganzen Heilsgeschichte. Bei seiner Steinigung zeugt Stephanus von dem „Stoff“, aus dem ein Jünger Christi gemacht ist: Er legt sein Leben in die Hände Gottes und verzeiht seinen Peinigern. So ist Stephanus durch den Heiligen Geist Christus ganz gleich geworden. Auch heute ist die Kirche reich an Märtyrern, die der Same neuer Christen sind. Die Märtyrer sind die wahren Sieger, da sie den Sauerstoff des Reiches Gottes eingeatmet haben und ihn in die Welt gebracht haben, damit die Menschen zum wahren Leben gelangen.

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini provenienti dai paesi di lingua tedesca. Preghiamo perché, seguendo l’esempio di Santo Stefano, possiamo far risplendere agli uomini, tramite la nostra testimonianza di fede e di carità, la bellezza del volto di Cristo.

Speaker:

Herzlich grüße ich die Pilger aus den Ländern deutscher Sprache. Bitten wir darum, dass wir nach dem Vorbild des heiligen Stephanus durch unser Zeugnis des Glaubens und der Liebe den Menschen die Schönheit des Antlitzes Christi aufstrahlen lassen können.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Seguimos la catequesis sobre el libro de los Hechos de los Apóstoles. Hoy reflexionamos sobre algunos problemas que surgieron dentro de la primera comunidad cristiana. Las diferencias de cultura y sensibilidad fueron caldo de cultivo para la cizaña de la murmuración y los apóstoles respondieron individuando las dificultades y juntos buscando soluciones. Distribuyeron las tareas de modo que ni la predicación del Evangelio ni la atención a los pobres se vieran mermadas, y nació así el ministerio de los diáconos que devolvió la armonía entre el servicio de la caridad y de la Palabra.

El mal de la murmuración no sólo se encontraba dentro de la Iglesia, sino también fuera se alzaban reproches contra los nuevos diáconos, entre los que se destacaban Felipe y Esteban. Los enemigos de este último, no teniendo cómo atacarle, lo calumniaron y dieron falso testimonio contra él. Este cáncer diabólico que es la murmuración, que nace de la voluntad de destruir la reputación de una persona, agrede al cuerpo eclesial y lo daña gravemente.

Esteban ante el Sanedrín fue testigo de Cristo, quien ilumina toda la historia de la salvación, y denunció la hipocresía de quienes han perseguido siempre a los profetas enviados por Dios y crucificaron a su propio Hijo. El tribunal decretó su muerte y, como otro Cristo, Esteban la afrontó abandonándose en las manos de Jesús y perdonando a sus agresores.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y Latinoamérica. Saludo a los miembros de Renova presentes en Roma durante esta semana para presentar sus trabajos en los Dicasterios. Pidamos de forma constante la fuerza del Espíritu Santo para poder dar la vida cotidianamente, testimoniando hasta el final el amor de Dios con plena libertad y sin miedo, como lo han hecho tantos mártires en la historia y lo siguen haciendo tantos hermanos nuestros todavía hoy.

Que el Señor los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Os Atos dos Apóstolos nos mostram como a irradiação do Evangelho pelo mundo não foi isenta de contradições. A Igreja nascente acolhia, no seu seio, fiéis provenientes da cultura judia, mas também de cultura grega. Estes últimos começaram a se lamentar, pois sentiam que as viúvas do seu grupo eram preteridas nos cuidadosa elas prestados pela comunidade. Então, os Apóstolos, cientes de que a sua missão principal era a de pregar a palavra de Deus, após um processo de discernimento, decidem escolher 7 homens para o serviço da caridade. Dentre estes 7 Diáconos, destacavam-se Estevão e Felipe. Estevão, em particular, se dedicara à evangelização com força e audácia. Acaba sendo caluniado por um grupo de adversários e, levado ao Sinédrio – o Conselho dos anciãos -, dá testemunho da fé Cristo e é condenado à lapidação. O seu martírio, o primeiro de um discípulo de Jesus, nos ensina que a identidade de filhos de Deus é revelada, não por belos discursos, mas pelo abandono nas mãos do Pai e o perdão a quem nos ofende.

 

Santo Padre:

Con grande affetto saluto i pellegrini di lingua portoghese, in particolare i brasiliani di Avaré, Salvador, Cachoeira Paulista, come pure i sacerdoti della Sociedade dos Joseleitos de Cristo e i fedeli della Diocesi di Coxim, accompagnati dal loro Vescovo Mons. Antonino Migliore. Auguro a ciascuno la grazia di rimanere fedeli a Cristo Gesù come ci hanno insegnato i martiri. Lo Spirito Santo vi illumini affinché possiate portare la Benedizione di Dio a tutti gli uomini. La Vergine Madre vegli sul vostro cammino e vi protegga.

Speaker:

Com grande afeto, saúdo os peregrinos de língua portuguesa, e de modo particular os brasileiros de Avaré, Salvador, Cachoeira Paulista, bem como os sacerdotes da Sociedade dos Joseleitos de Cristo e os fiéis da Diocese de Coxim, acompanhados pelo seu Bispo, Dom Antonino Migliore. Desejo a todos a graça de permanecer fiéis a Cristo Jesus, como nos ensinaram os mártires. O Espírito Santo vos ilumine para poderdes levar a Bênção de Deus a todos os homens. A Virgem Mãe vele sobre o vosso caminho e vos proteja.

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، من خلال كتاب أعمال الرسل نتابع اتباعنا لمسيرة الإنجيل في العالم. يُظهر القديس لوقا، وبواقعيّة كبيرة، إن كان خصوبة هذه الرحلة وإما قيام بعض المشاكل في داخل الجماعة المسيحية. كيف يمكننا أن نوازن بين الاختلافات التي تتعايش في داخلها بدون أن تحصل نزاعات وانشقاقات؟ لم تكن الجماعة تستقبل اليهود وحسب، وإنما اليونانيون أيضًا والأشخاص القادمين من الشتات مع ثقافاتهم وتقاليدهم. هذا التعايش يحدّد توازنًا هشًّا وغير ثابت؛ وإزاء الصعوبات يظهر "زؤان" التذمّر: وبالتالي كان اليونانيون يتذّمرون بسبب إهمال الجماعة تجاه أراملهم. كيف تصرّف الرسل أمام هذه المشكلة؟ لقد كان الرسل يدركون على الدوام أنَّ دعوتهم الأساسيّة هي إعلان كلمة الله، وقد حلّوا المشكلة إذ أنشأوا مجموعة من "سَبعَةِ رِجالٍ لَهم سُمعَةٌ طَيِّبَة، مُمتَلِئينَ مِنَ الرُّوحِ والحِكمَة"، لكي يهتمّوا بخدمة الموائد بعد أن ينالوا وضع الأيدي. من بين هؤلاء الشمامسة السبعة، تميّز بشكل خاص اسطفانوس وفيليبس. بشّر اسطفانوس بالقوّة والحق، ولكنَّ كلمته واجهت مقاومة عنيدة؛ وإذ لم يجد أعداؤه الأسلوب لإيقافه، اختاروا الحلَّ الأحقَر لتدمير كائن بشريّ: الافتراء أو شهادة الزور. وإذ سيق إلى المجلس وتمَّ اتهامه من قبل شهود زور أعاد اسطفانوس قراءة التاريخ المقدّس الذي يتركّز في المسيح؛ وأدان في هذا السياق الرياء الذي تمّ من خلاله التعامل مع الأنبياء والمسيح، ويقول: "أَيّاً مِنَ الأَنبِياءِ لم يَضطَهِدهُ آباؤكم، فقَد قتَلوا الَّذينَ أَنبَأُوا بِمَجِيءِ البارِّ ولَه أَصبَحتُم أنتُمُ الآنَ خَوَنَةً وقَتَلَة". هذا الأمر سبب ردّة فعل عنيفة في السامعين وحُكم على اسطفانوس بالرجم. ولكنّه أظهر "المقومات" الحقيقيّة لتلميذ المسيح. لم يبحث عن مهربٍ ولم يستجير بشخصيات يمكنها إنقاذه، بل وضع حياته بين يدي الرب ومات غافرًا كإبنٍ لله: "يا ربّ، لا تَحسُب علَيهم هذهِ الخَطيئَة". تعلّمنا كلمات اسطفانوس هذه أن ليست الخطابات الجميلة هي التي تُظهر هويّتنا كأبناء لله وإنما فقط تسليم حياتنا بين يديّ الآب والمغفرة لمن يسيء إلينا. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، لنطلب نحن أيضًا من الرب، إذ ننظر إلى شهداء اليوم والأمس، أن نتعلّم عيش حياة كاملة ونقل استشهاد الأمانة اليومية للإنجيل وللتشبّه بالمسيح.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare alla Delegazione Studenti Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, i martiri sono quegli uomini e quelle donne fedeli alla forza mite dell’amore, alla voce dello Spirito Santo, che nella vita di ogni giorno cercano di aiutare i fratelli e di amare Dio senza riserve; essi ci insegnano che, con la forza dell’amore, con la mitezza, si può lottare contro la prepotenza, la violenza, la guerra e si può realizzare con pazienza la pace. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بوفد الطلاب القادمين من مختلف أنحاء الشرق الأوسط. أيها الإخوةُ والأخواتُ الأعزاء، الشهداء هم أولئك الرجال والنساء الأمناء لقوّة الحب الوديع وصوت الروح القدس، والذين يسعون في حياتهم اليومية لمساعدة الإخوة ومحبّة الله بدون تحفظات؛ هم يعلموننا أنّه بإمكاننا أن نجاهد بقوّة المحبّة والوداعة ضد التسلُّط والعنف والحرب، وأن نحقق السلام بصبر. ليبارككُم الرّبّ!

In lingua polacca

Speaker

Za pośrednictwem Księgi Dziejów Apostolskich nadal śledzimy drogę Ewangelii w świecie. Święty Łukasz ukazuje z wielkim realizmem zarówno owocność tej podróży, jak i pojawienie się pewnych problemów w łonie wspólnoty chrześcijańskiej. Mając tego świadomość, Apostołowie rozpoczynają proces rozeznania i poszukiwania rozwiązań. Pierwszym krokiem było rozdzielenie zadań, aby w obrębie ciała kościelnego mógł mieć miejsce spokojny rozwój, i by nie zaniedbać zarówno głoszenia Ewangelii, jak i troski o najuboższych członków. Sami koncentrują się na głoszeniu Słowa Bożego, zaś do posługi potrzebującym wyznaczają „siedmiu mężów... cieszących się dobrą sławą, pełnych Ducha i mądrości!” (Dz 6, 3). Wśród tych siedmiu „diakonów” wyróżniają się szczególnie Szczepan i Filip. Ewangelizacyjna działalność Szczepana napotyka najbardziej zawzięty opór, do tego stopnia, że jego przeciwnicy uciekają się do oszczerstwa i fałszywego świadectwa, aby oskarżyć go przed Sanhedrynem. Przy tej okazji Szczepan głosi nową interpretację historii zbawienia skoncentrowanej na Chrystusie. Pascha Jezusa, który umarł i zmartwychwstał jest kluczem całej historii przymierza. Szczepan potępia obłudę, z jaką traktowani byli prorocy i sam Chrystus. Powoduje to gwałtowną reakcję słuchaczy, a Szczepan zostaje skazany na ukamienowanie. Nie szuka dróg ucieczki, nie odwołuje się do osób, które mogłyby go ocalić, ale składa swoje życie w ręce Pana, przebaczając swoim oprawcom: „Panie, nie poczytaj im tego grzechu” (Dz 7,60). Te słowa Szczepana uczą nas, że naszą tożsamość jako dzieci Bożych ujawniają nie tyle piękne słowa, ile powierzenie życia w ręce Ojca i przebaczanie tym, którzy nas obrażają, i zdolność do dawania świadectwa o miłości Boga aż do końca.

Santo Padre

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, la storia della Chiesa sin dall’inizio è legata all’evangelizzazione attraverso la proclamazione della Parola, la cura dei poveri e la testimonianza della fedeltà a Cristo fino al martirio. Chiediamo al Signore che anche noi possiamo vivere una vita piena, portando la testimonianza e accogliendo il martirio della fedeltà quotidiana al Vangelo e a Cristo. Vi benedico di cuore!

Speaker

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, historia Kościoła od samego początku jest związana z ewangelizacją przez głoszenie Słowa, troskę o biednych i wierność Chrystusowi aż do męczeństwa. Prośmy Pana, abyśmy i my mogli żyć życiem pełnym, dając świadectwo i przyjmując męczeństwo codziennej wierności Ewangelii i Chrystusowi. Z serca wam błogosławię!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana.

Sono lieto di accogliere i partecipanti ai Capitoli Generali dei Missionari della Sacra Famiglia, delle Suore di San Paolo di Chartres, delle Suore Missionarie di San Pietro Claver. Esorto ad aprirsi docilmente allo Spirito Santo per discernere vie nuove nel vivere i rispettivi carismi di fondazione. Saluto i Fratelli della Sacra Famiglia, i Membri della Famiglia Carmelitana, e quanti prendono parte al Corso promosso da “Rome International Seminar 2019”.

Saluto inoltre le Parrocchie di Campocavallo di Osimo, con l’arcivescovo di Ancona, mons. Spina, e di Viggianello, l’Associazione italiana Vittime della violenza, l’Opera San Francesco per i Poveri di Brescia, e i Gruppi Zordan di Valdagno e Noi-Huntington.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Venerdì prossimo celebreremo la memoria di San Vincenzo de’ Paoli, Fondatore e Patrono di tutte le Associazioni di Carità. L’esempio di carità datoci da san Vincenzo de’ Paoli, conduca tutti noi ad un gioioso e disinteressato servizio ai più bisognosi, e vi apra al dovere dell’ospitalità e al dono della vita.

Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli.

Venerdì prossimo celebreremo la memoria di San Vincenzo de’ Paoli, Fondatore e Patrono di tutte le Associazioni di Carità. L’esempio di carità datoci da san Vincenzo de’ Paoli, conduca tutti voi ad un gioioso e disinteressato servizio ai più bisognosi, e vi apra al dovere dell’ospitalità e al dono della vita.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 25 settembre 2019