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Papa Francesco udienza in Aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 8.55 nell’Aula Paolo VI.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sulla preghiera, incentra la sua meditazione sull’argomento “La preghiera di Elia” (Lettura: 1 Re 19,11-13).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Riprendiamo oggi le catechesi sulla preghiera, che abbiamo interrotto per fare la catechesi sulla cura del creato, e adesso riprendiamo; e incontriamo uno dei personaggi più avvincenti di tutta la Sacra Scrittura: il profeta Elia. Egli travalica i confini della sua epoca e possiamo scorgere la sua presenza anche in alcuni episodi del Vangelo. Compare al fianco di Gesù, insieme a Mosè, nel momento della Trasfigurazione (cfr Mt 17,3). Gesù stesso si rifà alla sua figura per accreditare la testimonianza di Giovanni Battista (cfr Mt 17,10-13).

Nella Bibbia, Elia compare all’improvviso, in maniera misteriosa, provenendo da un piccolo villaggio del tutto marginale (cfr 1 Re 17,1); e alla fine uscirà di scena, sotto gli occhi del discepolo Eliseo, su un carro di fuoco che lo porta in cielo (cfr 2 Re 2,11-12). È dunque un uomo senza un’origine precisa, e soprattutto senza una fine, rapito in cielo: per questo il suo ritorno era atteso prima dell’avvento del Messia, come un precursore. Così si attendeva il ritorno di Elia.

La Scrittura ci presenta Elia come un uomo dalla fede cristallina: nel suo stesso nome, che potrebbe significare “Jahvè è Dio”, è racchiuso il segreto della sua missione. Sarà così per tutta la vita: uomo integerrimo, incapace di compromessi meschini. Il suo simbolo è il fuoco, immagine della potenza purificatrice di Dio. Lui per primo sarà messo a dura prova, e rimarrà fedele. È l’esempio di tutte le persone di fede che conoscono tentazioni e sofferenze, ma non vengono meno all’ideale per cui sono nate.

La preghiera è la linfa che alimenta costantemente la sua esistenza. Per questo è uno dei personaggi più cari alla tradizione monastica, tanto che alcuni lo hanno eletto come padre spirituale della vita consacrata a Dio. Elia è l’uomo di Dio, che si erge a difensore del primato dell’Altissimo. Eppure, anche lui è costretto a fare i conti con le proprie fragilità. Difficile dire quali esperienze gli furono più utili: se la sconfitta dei falsi profeti sul monte Carmelo (cfr 1 Re 18,20-40), oppure lo smarrimento in cui constata di “non essere migliore dei suoi padri” (cfr 1 Re 19,4). Nell’animo di chi prega, il senso della propria debolezza è più prezioso dei momenti di esaltazione, quando pare che la vita sia una cavalcata di vittorie e di successi. Nella preghiera succede sempre questo: momenti di preghiera che noi sentiamo che ci tirano su, anche di entusiasmo, e momenti di preghiera di dolore, di aridità, di prove. La preghiera è così: lasciarsi portare da Dio e lasciarsi anche bastonare da situazioni brutte e anche dalle tentazioni. Questa è una realtà che si ritrova in tante altre vocazioni bibliche, anche nel Nuovo Testamento, pensiamo ad esempio a San Pietro e a San Paolo. Anche la loro vita era così: momenti di esultazione e momenti di abbassamento, di sofferenza.

Elia è l’uomo di vita contemplativa e, nello stesso tempo, di vita attiva, preoccupato delle vicende del suo tempo, capace di scagliarsi contro il re e la regina, dopo che questi avevano fatto uccidere Nabot per impossessarsi della sua vigna (cfr 1 Re 21,1-24). Quanto bisogno abbiamo di credenti, di cristiani zelanti, che agiscano davanti a persone che hanno responsabilità dirigenziale con il coraggio di Elia, per dire: “Questo non va fatto! Questo è un assassinio!”. Abbiamo bisogno dello spirito di Elia. Egli ci mostra che non deve esistere dicotomia nella vita di chi prega: si sta davanti al Signore e si va incontro ai fratelli a cui Lui invia. La preghiera non è un rinchiudersi con il Signore per truccarsi l’anima: no, questo non è preghiera, questa è finta di preghiera. La preghiera è un confronto con Dio e un lasciarsi inviare a servire i fratelli. Il banco di prova della preghiera è l’amore concreto per il prossimo. E viceversa: i credenti agiscono nel mondo dopo aver prima taciuto e pregato; altrimenti la loro azione è impulsiva, è priva di discernimento, è un correre affannoso senza meta. I credenti si comportano così, fanno tante ingiustizie, perché non sono andati prima dal Signore a pregare, a discernere cosa devono fare.

Le pagine della Bibbia lasciano supporre che anche le fede di Elia abbia conosciuto un progresso: anche lui è cresciuto nella preghiera, l’ha raffinata poco per volta. Il volto di Dio è diventato per lui più nitido durante il cammino. Fino a raggiungere il suo culmine in quell’esperienza straordinaria, quando Dio si manifesta a Elia sul monte (cfr 1 Re 19,9-13). Si manifesta non nella tempesta impetuosa, non nel terremoto o nel fuoco divorante, ma nel «mormorio di un vento leggero» (v. 12). O meglio, una traduzione che riflette bene quell’esperienza: in un filo di silenzio sonoro. Così si manifesta Dio a Elia. È con questo segno umile che Dio comunica con Elia, che in quel momento è un profeta fuggiasco che ha smarrito la pace. Dio viene incontro a un uomo stanco, un uomo che pensava di aver fallito su tutti i fronti, e con quella brezza gentile, con quel filo di silenzio sonoro fa tornare nel suo cuore la calma e la pace.

Questa è la vicenda di Elia, ma sembra scritta per tutti noi. In qualche sera possiamo sentirci inutili e soli. È allora che la preghiera verrà e busserà alla porta del nostro cuore. Un lembo del mantello di Elia lo possiamo raccogliere tutti noi, come ha raccolto la metà del mantello il suo discepolo Eliseo. E anche se avessimo sbagliato qualcosa, o ci sentissimo minacciati e impauriti, tornando davanti Dio con la preghiera, ritorneranno come per miracolo anche la serenità e la pace. Questo è quello che ci insegna l’esempio di Elia.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, nous reprenons aujourd’hui notre série de catéchèses sur la prière avec la figure du prophète Elie qui transcende les frontières de son époque et qui est présent dans certains épisodes de l’Evangile. Elie est un homme sans origine précise et enlevé au ciel. L’Ecriture présente Elie non seulement comme un homme de foi cristalline dont le secret de la mission était contenu dans son nom, mais aussi comme un homme très intègre, incapable de compromis mesquins. Son symbole est le feu, image de la puissance purificatrice de Dieu. La prière est la lymphe qui alimente constamment son existence. C’est pourquoi il est considéré par certains comme le père spirituel de la vie consacrée à Dieu dans la tradition monastique. Le prophète Elie est l’homme de Dieu, défenseur de la primauté du Très Haut. Elie est l’homme de vie contemplative et de vie active. Il nous montre qu’il ne devrait pas exister une séparation dans la vie de celui qui prie. Le banc d’essai de la prière est l’amour concret pour le prochain. Dieu communique avec Elie dans le signe humble du murmure d’une brise légère et lui redonne le calme et la paix. L’histoire d’Elie est écrite pour nous tous. Lorsque nous nous sentons inutiles et seuls, fautifs, menacé ou apeurés, avec la prière nous retrouvons la sérénité et la paix.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i fedeli di lingua francese. Chiediamo, per intercessione della Madonna del Rosario, la grazia di essere uomini e donne integri e degni di fede, affinché, nella preghiera, il Signore unisca ciascuno di noi nella sua vita e ci dia pace e serenità. Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les personnes de langue française. Demandons par l’intercession de Notre-Dame du Rosaire la grâce d’être des hommes et des femmes intègres et dignes de foi, afin que, dans la prière, le Seigneur rejoigne chacun de nous dans sa vie et lui donne la paix et la sérénité.

Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, today we resume our series of catecheses on prayer by reflecting on the life of the great Prophet Elijah. In the Gospels, Elijah appears with Moses on the Mount of the Transfiguration, bearing witness to Jesus as the fulfilment of the Old Testament prophecies. Elijah is venerated above all in the monastic tradition as a model of prayer and unshakeable faith amid trials. Prayer and contemplation sustained the Prophet not only in moments of great success but also in the face of adversity and persecution. Elijah teaches us that fervent prayer and union with God cannot be separated from concern for the needs of others. In prayer, he grew in discernment of the Lord’s will and found the courage to denounce injustice, even at great personal cost. Elijah’s experience of God in prayer culminated, as we know, when the Lord appeared to him not in wind and fire, but in a quiet whisper. May we too, like the Prophet, persevere in prayer, strive to discern God’s will every day of our lives, and come to experience, even at times of uncertainty and trial, the consolation of his presence and providential care.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace di Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I welcome all the English-speaking pilgrims and visitors who join us for today’s Audience. Upon you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, der Prophet Elija ist gewiss eine der imposantesten Gestalten in der Heiligen Schrift. Seine Wirkung geht über die Grenzen seiner Zeit hinaus; wir treffen ihn auch im Evangelium an, beispielweise bei der Verklärung des Herrn. Die besondere Stellung von Elija kommt in seinem Glauben und in seinem Gebetsleben zum Ausdruck, die ihn befähigen, die Versuchungen und Leiden zu bewältigen und dem Herrn treu zu bleiben. Daher erblickt auch die monastische Tradition in ihm einen der Väter des gottgeweihten Lebens: Er tritt als Mann Gottes auf und erhebt sich, um den Primat Gottes zu verteidigen. Trotz seines feurigen Eifers für den Herrn muss er sich allerdings auch seiner Schwachheit stellen. Das Bewusstsein um seine eigene Zerbrechlichkeit ist grundlegend, um im geistlichen Leben fortzuschreiten. Im sanften Säuseln des Windes auf dem Berg Horeb erfährt Elija die Stärkung Gottes, der ihn wieder aufrichtet und seinem Herzen Frieden und Ruhe eingibt. Genauso wie Elija können auch wir im Gebet und den unscheinbaren Zeichen die tröstende Gegenwart des Herrn erfahren.

Santo Padre:

Un cordiale saluto rivolgo ai fedeli di lingua tedesca, in particolare ai giovani dalla Svizzera che partecipano ad una settimana conoscitiva sulla Guardia Svizzera Pontificia. L’odierna festa della Beata Vergine del Rosario ci ricorda l’importanza della preghiera contemplativa. Meditando i misteri della salvezza, ci si svela sempre di più il volto d’amore di Dio stesso che siamo chiamati a contemplare nell’eternità. La Madonna sia la nostra guida sicura sul cammino verso il Signore.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache, insbesondere an die Jugendlichen aus der Schweiz, welche an der Informationswoche der Päpstlichen Schweizergarde teilnehmen. Das heutige Fest Unserer Lieben Frau vom Rosenkranz erinnert uns daran, wie wichtig das kontemplative Gebet ist. Wenn wir die Geheimnisse des Heiles betrachten, enthüllt sich uns immer mehr das Angesicht der Liebe Gottes selbst, das wir gerufen sind, in Ewigkeit zu schauen. Die Gottesmutter möge uns sicher auf unserem Weg hin zum Herrn führen.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Reanudamos hoy las catequesis sobre el tema de la oración, reflexionando sobre la figura del profeta Elías. El Antiguo Testamento lo presenta como alguien sin un origen preciso y sin un final, pues su historia se cierra cuando es arrebatado, en un carro de fuego, al cielo. Pero a Elías lo encontramos también en el Evangelio, en el momento de la Transfiguración, hablando con Jesús, junto a Moisés. Además, Jesús mismo se refiere a Elías para confirmar la misión y el testimonio de Juan el Bautista.

La Sagrada Escritura nos dice que Elías era un hombre íntegro, de fe cristalina, incapaz de compromisos mezquinos. Y no obstante las pruebas difíciles que tuvo que afrontar, permaneció siempre fiel a Dios. La oración era su fuerza vital: ésta le permitió defender el primado de Dios ante los falsos profetas de Baal, en el Monte Carmelo; y lo hizo también consciente de sus propias fragilidades. Elías era un contemplativo, pero sin desentenderse de las situaciones concretas de su tiempo. Él nos enseña que en la vida de oración no puede existir separación: el fruto de la intimidad con el Señor en la oración, no puede ser otro que el amor concreto a los hermanos y hermanas, a los que Jesús nos envía. La oración y la caridad hacia el prójimo van de la mano.

La vivencia de Elías nos revela que la oración pasa por un camino de crecimiento, que a él lo condujo a la experiencia de un encuentro personal con Dios, que se le manifestó en el signo humilde del «murmullo de una brisa suave», y le devolvió la calma y la paz a su corazón cansado.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Por intercesión de Nuestra Señora del Rosario, el Señor nos conceda crecer en nuestro camino de oración, para vivir en intimidad con Él, y haga que, en medio de este tiempo de pandemia, nuestra vida sea un servicio amoroso a todos nuestros hermanos y hermanas, en especial a quienes se sienten abandonados y desprotegidos. Que Dios los bendiga a todos.

In lingua portoghese

Speaker:

Retomamos o tema da oração na vida de algumas figuras bíblicas, contemplando hoje a oração de Elias. O profeta é exemplo de todas as pessoas de fé, que, não obstante tentações, desânimos e tribulações, não desistem do ideal que as orienta na vida. De facto, Elias levanta-se como acérrimo defensor da primazia de Deus Altíssimo e do direito dos pobres oprimidos. Mas também ele experimentou o desalento e a sua fragilidade pessoal; e é difícil dizer quais das duas experiências lhe foi mais útil: se o triunfo sobre os falsos profetas de Baal no Monte Carmelo, ou a angústia mortal que em seguida se apoderou dele ao saber que a rainha Jezabel o mandara matar. E vemos Elias pedir ao Senhor: «Tira-me a vida, pois não sou melhor do que meus pais». Na pessoa orante, o sentido da própria fragilidade é mais precioso que os momentos de exaltação, quando a vida lembra uma caminhada triunfal feita de vitórias e sucessos. Na verdade, como ouvimos na leitura inicial, Deus não Se manifesta a Elias na tempestade impetuosa, nem no terramoto, nem no fogo devorador, mas no «murmúrio duma brisa suave». É com este sinal humilde que Deus comunica com o profeta: o Senhor vem ter com um homem desanimado, um homem convencido de ter falido em todos os campos e, com aquela «brisa suave», faz voltar a paz e a confiança ao coração de Elias. Nas suas vicissitudes, há uma lição para nós: ainda que tenhamos errado ou nos sintamos ameaçados e apavorados, se nos detivermos em oração na presença do Senhor, recuperaremos, também nós, a serenidade e a paz.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini e ascoltatori di lingua portoghese e vi invito a prendere in mano il rosario ogni giorno e ad alzare il vostro sguardo verso la Madonna, segno di consolazione e di sicura speranza. La Vergine Santa illumini e protegga l’intero pellegrinaggio della vostra vita fino alla Casa del Padre! Grazie.

Speaker:

Dirijo uma saudação cordial aos peregrinos e ouvintes de língua portuguesa, convidando-vos a tomar o rosário nas mãos todos os dias e erguer o vosso olhar para Nossa Senhora, sinal de consolação e esperança segura. Que a Virgem Santa ilumine e proteja toda a peregrinação da vossa vida até à Casa do Pai!

Speaker:

تأمّل قداسةُ البابا اليَومَ في صّلاة إيليّا في إطارِ تعليمِهِ في موضوع الصّلاة. قال قداستُه: يُقدّم لنا الكتابُ المقدّس إيليا رجلًا مؤمنًا نزيهًا، لا يساومُ مع قوى الشر. رمزُه النار، وهي صورةٌ لقدرةِ الله المُطهِرة. امتحنَه الله ومرَّ بشدائدَ كثيرةٍ وظلَّ أمينًا. إنّه مثالٌ لكلِّ المؤمنينَ الذين يمرونَ بالتجاربِ والآلام، لكنّهُم لا يتنازلونَ عن الغايةِ السامية التي ولدوا من أجلها. كانت الصّلاةُ الرحيقَ الذي يغذي وجودَه باستمرار. وهو رجلُ الحياةِ التأمليّة، وفي الوقتِ نفسه، رجلُ الحياةِ العمليّة، إذ كان مهتمًا بأحداثِ زمانه. ولم يكن في حياتِه ازدواجيةٌ فواجَه حتى الملوكَ وقاومَهُم. وكان في حياتِه الروحيّة تطورٌ، فنما وازدادَ مقدرةً على الصّلاة، إلى أن رأى وجهَ الله، الذي ظهرَ له في نهايةِ مسيرتِه، على جبلِ حوريب. وكان إذاك هاربًا من وجهِ الملوكِ مُحبَطًا وخائفًا. فأعادَ الله إلى قلبِه الهدوءَ والسلام. وأنهى قداسةُ البابا تعليمَه قائلًا: هذه هي قصةُ إيليا، لكن يبدو أنّها كُتبت لنا جميعًا. قد نشعرُ أحيانًا أنّنا وحيدون ولا نفعَ لنا. إذاك الصّلاةُ هي ملجأُنا. حتى لو أخطأنا، أو شعرنا بالتهديدِ والخوف، لِنَعُدْ مثلَ إيليّا أمامَ اللهِ في الصّلاةِ وسيعودُ الصفاءُ والسلامُ إلينا.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Oggi celebriamo la festa della Madonna del Rosario. Vi invito a pregare il rosario, e a portarlo tra le vostre mani o nelle tasche. La recita del rosario è la preghiera più bella che possiamo offrire alla Vergine Maria; è una contemplazione sulle tappe della vita di Gesù Salvatore con sua Madre Maria ed è un’arma che ci protegge dai mali e dalle tentazioni. Che Dio vi benedica tutti!

Speaker:

أُحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. نحتفلُ اليومَ بعيدِ سيّدةِ الورديّةِ المقدّسة. أَدعوكُم أن تُصلوا مسبحةَ الورديّة وأن تحملوها بين أيديكم أو في جيوبِكم. إنّ تلاوةَ المسبحةِ الورديّة هي أجملُ صلاةٍ يمكن أن نقدمَها لمريمِ العذراء، وهي تأمّلٌ في مراحلِ حياةِ يسوع المخلّص مع أمِه مريم، وهي سلاحٌ يحمينا من الشرورِ والتجارب. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, podejmując katechezy o modlitwie, poznajemy dzisiaj sylwetkę proroka Eliasza. Jest on człowiekiem głębokiej wiary, przenikniętym duchem modlitwy i kontemplacji. Pismo Święte wskazuje, że dzięki modlitwie, w której prorok stopniowo się umacnia i doskonali, wzrasta także jego wiara. Bóg pozwolił mu doświadczyć swojej obecności, objawiając mu się na Górze Horeb, jak słyszeliśmy w tekście czytanym przed audiencją, nie w szalejącej burzy, nie w trzęsieniu ziemi czy trawiącym ogniu, lecz w „szmerze łagodnego powiewu” (por. 1 Krl 19, 9-13). W ten sposób Bóg spotka się z Eliaszem, który zmęczony życiem, utracił pokój ducha, sądził, że zawiódł na wszystkich frontach. Poprzez ów łagodny powiew, Pan wprowadza na nowo do jego serca spokój i ciszę. Wydaje się, że to wydarzenie ma także swoje odniesienie do naszego życia. My także możemy poczuć się niekiedy odrzuceni, bezużyteczni i samotni. Tak, jak Eliasz szukajmy wówczas zrozumienia swej sytuacji na rozmowie z Bogiem. Jeśli nawet uczyniliśmy coś złego, gdy czujemy się zagrożeni i przestraszeni, o ile zwrócimy się do Boga w naszej modlitwie, wówczas możemy mieć nadzieję, że także do nas powróci pogoda ducha i pokój.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i Polacchi. Celebriamo oggi la memoria della Beata Vergine Maria del Rosario. La Madonna nelle sue apparizioni spesso ha esortato alla recita del Rosario, specialmente di fronte alle minacce incombenti sul mondo. Anche oggi, in questo tempo di pandemia, è necessario tenere tra le mani la corona del rosario, pregando per noi, per i nostri cari e per tutti gli uomini. Vi affido tutti alla Regina del Rosario e di cuore vi benedico.

Speaker:

Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Dzisiaj obchodzimy wspomnienie Najświętszej Maryi Panny Różańcowej. Matka Boża w swych objawieniach często wzywała ludzi do odmawiania Różańca, zwłaszcza w obliczu zagrożeń dla świata. Także dzisiaj, w tym czasie pandemii, koniecznie musimy trzymać w naszych dłoniach różaniec, modląc się za siebie, za swoich bliskich i za wszystkich ludzi. Zawierzam was Królowej Różańca Świętego i z serca wszystkim błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Ricorre oggi la festa della Madonna del Rosario. Invito tutti a riscoprire, specialmente durante questo mese di ottobre, la bellezza della preghiera del Rosario, che ha alimentato, attraverso i secoli, la fede del popolo cristiano.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli: ci sono, no? Ancora ci sono dei coraggiosi? Vi affido alla materna protezione della Vergine Maria, Madre di Cristo e madre nostra, affinché ciascuno possa essere gioioso testimone della carità di Cristo.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 7 ottobre 2020